Caso di Andrea Prospero

Oggi viviamo immersi in vite e amicizie apparenti; perfino lo studio è diventato una questione di inganni accademici. Scrivere di questi temi e leggere di questo caso specifico mi ha scosso profondamente: è una realtà così orribile da sembrare incredibile. Fortunatamente, i due responsabili — che fatico a definire persone — sono stati scoperti. Mi chiedo come sia possibile che l’OMS non abbia ancora stabilito regole ferree per arginare la deriva dei social media.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha regolamentato la vendita di questo tipo di farmaci e ha definito nei minimi dettagli la presentazione medica di casi tragici. La testimonianza della sorella gemella di questo sfortunato giovane è toccante.

Le regole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma poniamoci qualche domanda logica. Questo giovane aveva una sorella gemella, quindi aveva qualcuno di cui fidarsi, aveva i genitori, ma ha scelto figure sconosciute nella giungla di Internet per risolvere il suo problema. Se i genitori aprissero la rubrica telefonica, i loro figli avrebbero migliaia di falsi amici, quindi non è un caso che io ho inserito l’audio nella pagina principale in cui Paolo Crapet dice “quali amici”.